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COLOSSEO

Probabilmente il monumento più famoso al mondo e simbolo della grandezza di Roma, l’Anfiteatro Flavio, meglio conosciuto con il nome di Colosseo per la colossale statua in bronzo raffigurante Nerone che si trovava nelle vicinanze, si innalza nel cuore archeologico della città, e da quasi duemila anni racconta una storia ininterrotta di fascino e magnificenza. Il Colosseo, che ancora oggi è l’anfiteatro più grande al mondo, fu voluto dall’imperatore Tito Flavio Vespasiano che per edificarlo scelse la zona compresa tra i colli Palatino, Esquilino e Celio, precedentemente occupata dal laghetto artificiale della Domus Aurea di Nerone. La sua costruzione iniziò nel 70 d.C. e terminò nell’80 d.C. sotto l’impero di Tito, figlio di Vespasiano.

FONTANA DI TREVI

Fontana di Trevi, mostra terminale dell’acquedotto Vergine, unico degli acquedotti antichi ininterrottamente in uso fino ai nostri giorni, è la più famosa delle fontane romane. Il suo nome deriva da un toponimo in uso nella zona già dalla metà del XII secolo, regio Trivii, riferito alla confluenza di tre vie nella piazza, oppure dal triplice sbocco dell’acqua dell’originaria fontana. La realizzazione dell’attuale fontana di Trevi si deve a papa Clemente XII che, nel 1732, indisse un concorso al quale parteciparono i maggiori artisti dell’epoca. Tra i vari progetti presentati venne scelto quello dell’architetto Nicola Salvi. Nel prospetto, articolato come un arco di trionfo, si trovano due rilievi che alludono alla leggenda della sorgente e alla storia dell’acquedotto: a destra, la vergine che indica la sorgente ai soldati romani e, a sinistra, Agrippa che ordina l’avvio dei lavori di costruzione dell’acquedotto. Completano l’apparato decorativo due figure allegoriche che esaltano gli effetti benefici dell’acqua, la Salubrità e l’Abbondanza, poste nelle nicchie laterali.

I FORI IMPERIALI

Fori Imperiali sono un complesso architettonico unico al mondo, composto da una serie di edifici e piazze monumentali, centro dell’attività politica di Roma antica, edificate in un periodo di circa 150 anni, tra il 46 a.C. e il 113 d.C. Alla fine del periodo repubblicano, quando Roma era ormai divenuta la capitale di un enorme impero che si estendeva dalla Gallia all’Asia Minore, l’antico Foro romano si rivelò insufficiente alle funzioni di centro amministrativo della città. Giulio Cesare, nel 46 a.C., provvide per primo alla realizzazione di una nuova piazza, considerata all’inizio come un semplice ampliamento del Foro repubblicano. Al Foro di Cesare seguirono il Foro di Augusto, il Foro Transitorio o di Nerva (costruito da Domiziano e inaugurato da Nerva) e il Foro di Traiano, certamente il più grandioso. L’insieme di queste aree archeologiche costituisce, da un punto di vista urbanistico, un complesso organico, rinominato in epoca moderna dei “Fori Imperiali”, che si estende tra il Campidoglio e il Quirinale.

L’ALTARE DELLA PATRIA

La storia del Monumento Nazionale a Vittorio Emanuele II, noto come l’Altare della Patria, vede il suo avvio nel 1878 allorché il 26 marzo viene promulgata la legge proposta dal ministro Giuseppe Zanardelli, basata sul disegno di legge del parlamentare Francesco Perroni Paladini, che disponeva di erigere a Roma un monumento nazionale alla memoria del Re Vittorio Emanuele II di Savoia. Il primo re dell’Italia unificata, protagonista dell’eroica impresa del riscatto nazionale e artefice della liberazione dalla dominazione straniera.

In uno stralcio di questo atto normativo si legge:

«Sarà eretto in Roma un monumento nazionale alla memoria di Re Vittorio Emanuele, liberatore della Patria, fondatore della sua Unità»

(Legge n°115 del 16 maggio 1878)

BASILICA DI SAN PIETRO

La primitiva Basilica di San Pietro, un edificio di dimensioni paragonabili all’attuale, fu eretta intorno al 320 dall’imperatore Costantino, nel luogo dove, secondo la tradizione, era stato sepolto l’apostolo Pietro. Dalla metà del XV secolo ebbe inizio quel lungo processo che, in circa duecento anni e con il concorso di moltissimi artisti (BramanteMichelangeloBernini), avrebbe portato al completo rifacimento della primitiva basilica costantiniana. Anche l’attuale piazza San Pietro con lo splendido colonnato si presentava in tutt’altra forma: l’aspetto di oggi è un vero capolavoro di Gian Lorenzo Bernini.  

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